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Massimo Massa
Nacionalidad:
Italia
E-mail:
vmassimo.massa@gmail.com
Biografia

Massimo Massa

Massimo Massa, 1960, Bari (Italia).
Fondatore e Presidente dell’Associazione culturale L’Oceano nell’Anima; Direttore della rivista letteraria OceanoNews (testata giornalistica indipendente) di informazione culturale e artistica e sociale; Direttore e consulente area progetti e grafica di Oceano Edizioni.
È anche l’ideatore e Presidente del Premio Accademico Internazionale di Letteratura Contemporanea “Lucius Annaeus Senaca” e Presidente del Gruppo Culturale UNACI (Unione Nazionale delle Associazioni Culturali Italiane).
Membro del Direttivo dell’Accademia delle Arti e delle Scienze Filosofiche di Bari, è stato vice Presidente, fino ad ottobre 2016, dell’Associazione Internazionale VerbumlandiArt, Cenacolo Internazionale per la creatività espressiva e il dialogo.
Nel giugno 2016 fa parte della delegazione italiana che a Pozarevac, in Serbia, ha firmato il protocollo di cooperazione culturale tra le associazioni VerbumlandiArt e Club degli amanti del libro Majdan, al fine di creare un ponte collaborativo letterario tra Italia - Serbia.
Recensionista e pubblicista di articoli di interesse socio-culturale su vari siti on line. È membro di commissione di numerosi premi letterari.
Vincitore e finalista in numerosi premi e concorsi letterari, nel dicembre 2019 riceve il “Word Icon Of Literature” dalla “National Academy of Arts and Culture of India” in riconoscimento per il suo contributo alla diffusione della letteratura, delle arti e della cultura nel mondo.
A gennaio 2020 è co-fondatore di Wikipoesia e viene nominato Presidente onorario di Wikipoesia con un ruolo consultivo privilegiato per lo sviluppo ottimale dell’enciclopedia.

 

Qui dove muore Dio

 

C’è silenzio

qui dove muore Dio

tra macerie e porte chiuse di moschee

che suo figlio è ancora sulla croce

sotto i chiodi di un rosario

e l’afflato che si erge dal costato

cola sidro sulla pelle dilaniata

ai piedi di un altare.

 

C’è silenzio

qui dove non c’è Dio

eppure è notte in ogni posto

mentre il sole si dilegua

nei cieli scuri di Kabul

che ha visto lame

affondare

nella carne del suo ventre.

 

Saamiya ha mani sporche

e un disegno da finire

ostia consacrata

che trasmuta in un sorriso

e i suoi colori

che si adagiano sul mondo

a portar via il suo pianto

ecclissato nell’oblio

tra le divise sponde.

 

C’è silenzio

qui dove sono anch’io

mentre il sole

lentamente ricompare

che una ad una terre visitò

in quel cielo

che tutto il nero

abbracciò col velo

 

qui…

dove Dio non vende

per tre denari il figlio

che sulla croce

il suo costato

si riveste a sangue.

 

 

Sei tutti i miei vorrei

 

Sei la distanza

che mi corre incontro

la destinazione

di tutti i miei vorrei

tra le disfatte

e i nostri pezzi sparsi.

 

Sei tutto il tempo

distante troppi anni

che ho ingannato sopra i fogli

sei l’alba a fine viaggio

in questa o in altra vita.

 

Ritrovarsi non è mai per caso

tra gli orizzonti

che la vita ci concede

in ogni abbraccio

perso nelle notti

in tutti quegli incontri

che ho mancato

in ogni istante naufragato

in quel saluto dato in fretta

e in tutto il resto che mi hai dato.

 

Mi manchi 

mentre provo a immaginare

a risvegliarmi insieme a te.

 

Piove…

 

Cammino

nella stessa direzione

  • oltre il muro

delle latitudini

  • oltre le profondità
  • oltre ogni limite

nel tempo indiviso

delle oltranze.

 

Inconfondibile assonanza

firma di un errore

che stinge d’indaco

quell’ombra ormai indistinta

in cui mi sono perso.

 

Credo ancora nei dettagli

delle prospettive,

nell’imperfezione

d’ogni figurabile

che s’avvolge in trame

come arbusti di tamerice

flagellate

ai venti di maestrale.

 

Piove…

piove silenziosamente

nella transumanza di settembre

piove in dissolvenza

sul viale che ospita l’autunno

piove

tra le ingiallite foglie.

 

Il peso delle sillabe

(Punto… e a capo)

 

Sono un punto

quello di domanda

spesso sospensivo

quando resto fermo

nelle attese…

sono quello che riparte

da una linea parallela.

 

Sono un punto

in ogni dove

sulla superficie delle cose,

nel silenzio che racconta

e chiede ascolto

al peso delle sillabe.

 

Sono un punto

che va a capo

maiuscola ferita

di alfabeti addormentati.

 

Sono un punto

che consuma inchiostro

fino ad arrivare al nero

d’un cielo inutilmente azzurro.

 

Oltre il mare di te

 

Me ne andrò

in giro per il mondo

nel soffio

della brezza del mattino

nei respiri di febbraio

goccia a goccia

per tornare al mare

lasciando le mie impronte

a segnar passi.

 

Me ne andrò

per cercarti nell’altrove

tra i giacigli delle rose

nell’appartenenza al tempo

di promesse impresse sulle mani

nell’abbraccio della quiete della sera.

 

Me ne andrò

tra le linee in divenire

aspettando il sole di domani.

 

Me ne andrò

oltre il mare di te...

 

 Pubblicazioni
- 2015, Evanescenze (Edizioni REI)
- 2016, Geometrie dall’Infinito (Oceano Edizioni)
- 2017, All’ora sesta (Dibuono Edizioni)
- 2018, co-curatore dell'antologia poetica, letteraria e artistica con un contenuto socio culturale, Ciò
che Caino non sa – Le mani dei bambini (Oceano Edizioni), per sensibilizzare l'opinione pubblica
contro gli abusi e gli abusi sui minori.
- 2019, co-curatore della collana editoriale, Terre d’Italia con l’obiettivo di riscoprire e valorizzare le
tradizioni e i costumi delle varie province e regioni della penisola italiana.
Riferimenti web
sito personale
Wikipoesia
Associazione L’Oceano nell'Anima
Testata giornalistica OceanoNews

 

sito personale http://www.massimomassa.it/

Wikipoesia
https://www.wikipoesia.it/wiki/Massimo_Massa

Associazione L’Oceano nell'Anima
http://www.oceanonellanima.it/oceano/

Testata giornalistica OceanoNews
http://www.oceanonellanima.it/oceano/blogocn/

 

 

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