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Paola E. Silano
Nacionalidad:
Italia
E-mail:
psilano@iol.it
Biografia

Paola E. Silano

Paola Silano è nata a Villanova del Battista, in provincia di Avellino. Ha conseguito la maturità classica ad Ariano Irpino e la laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Napoli. Insegna materie letterarie negli istituti superiori.

Presso il comune di Villanova del Battista ha rivestito per più di dieci anni il ruolo di Direttore della Biblioteca Comunale e di Direttore del Museo Civico. Ha dato un impulso notevole alla vita culturale del paese sia facendo diventare la Biblioteca un luogo di eccellenza per eventi e attività formative sia risistemando il locale Museo della civiltà contadina con l’aggiunta di documenti, reperti e materiali.

Per Villanova e su Villanova ha pubblicato diversi libri:

Dizionario del dialetto Villanovese, testo attraverso cui Paola Silano rivede e completa un lavoro inedito del padre Ottavio;

Pulcherino – Terra, acqua e antichi sapori a Villanova del Battista, uno studio sulle tradizioni culinarie, l’ambiente e i tratturi del piccolo centro irpino;

Tra Storia, Lingua e Folclore di Villanova del Battista, una ricerca sulla storia (in particolare l’etimologia dell’antico nome Pulcherino), il dialetto e i costumi del proprio paese;

Vegetazione spontanea  lungo il regio tratturo, una sorta di “censimento botanico” della vegetazione spontanea irpina, accompagnato da fotografie, ricette e usi di erbe e fiori.

 

Altre pubblicazioni:

Greci - Tradizioni e cultura arbëreshe in Campania, una ricerca condotta a più mani sul patrimonio di conoscenze dell’unica comunità albanofona campana;

Fiori dal carcere, una raccolta di poesie e pensieri scritti insieme ai detenuti della Casa Circondariale di Ariano Irpino, presso cui Paola Silano ha insegnato per circa un decennio;

I romanzi: Ricette di vita e L’Irpinia di Marta;

La raccolta di poesie e haiku:Haiku da levante vento da Ponente.

Scrive inoltre articoli per diverse riviste irpine, partecipando nel contempo a svariate iniziative culturali.

 

POESIE

 

IO NOCE

 

Imparipennate le foglie

in amenti penduli i fiori

smanioso io di suscitarli

smaniosi loro di procreare

frutti a drupa avvolti in malli verdi

attorno a endocarpi legnosi

che stringono gherigli oleosi

con cotiledoni lobati

mammellonati.

Io noce d’alto fusto

a chioma ombrosa

pronto a regalare oli, semi, legni scuri,

medicamenti fini.

Io noce dicono capace

di proteggere gli umani da chi induce

a seguire altre aspirazioni,

di spronare gli esitanti a fare.

Ma ora sono io a soccombere

grazie a bui veleni umani:

dalla terra, dall’aria, dall’acqua

respiro solo orrore.

Attonita la natura guarda

l’irrefrenabile degrado,

i vecchi e nuovi dei,

dell’utero il prolasso.

Io noce vecchio di pazienza

stanco di acquiescenza

lascio i bei giorni, la pioggia, il vento,

le vibrazioni del firmamento

ma lascio pure le ranfie rapaci

di persone mendaci,

lascio il destino amaro

a chi così lo crea.

Midollo sughero xilema

corteccia scorza floema

cambio e fellogeno

ormai si accartocciano

non hanno più ossigeno.

 

 

UN OSPEDALE

 

È silenzio calpestato da zoccoli bianchi

frullo di  camici alati d’attorno

odori invisibili oltre ogni porta

tacito gusto d’attesa o di niente.

Si sentono storie di abnegazione

ma pure si avverte fiacca solerte

attivo lassismo menefreghismo

nitore non certo di cuore

persino arroganza approdata alla meta,

verso i potenti guarnita di miele

verso la gente farcita di fiele.

 

 

L’ONDA

 

Strana l’onda

che avvolge il pianeta …

non lenisce non culla

ma è sporca, amorale.

Quell’uomo sul tetto

sgrana il rosario

al vento nemico

indifferente.

Preghiera di cosa?

Il lavoro è un diritto

un diritto negato.

 

 

 

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