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Tecla Squillaci
Nacionalidad:
Italia
E-mail:
Biografia
IL VOLO DELLA RONDINE.

Quando hai interrotto
il mio volo di rondine
qualcosa si spezzato
In quel rifugio solitario
che il mio cuore.

Questo nido leggero
che ho costruito
con le mie mani
adesso galleggia solo
verso la deriva
O si apre sull'acqua
come un fiore reciso?

Non torneranno pi
I giorni dei voli lontani

Quando dall'alto
osservavo come ogni cosa
sfumasse tremando
sotto le mie ali nere,
come onice forgiato
dalle brezze estive,
migrando con l'ultimo caldo
sopra sentieri di spighe.

Quando hai interrotto
il mio volo di rondine
qualcosa si liberato
da quel tenero groviglio
di paure
che il mio cuore.

E adesso libra alto
sui canneti del vespero
come su lunghe dita
di ombre
che racchiudono la notte.

I LUOGHI DELL'INFANZIA.

Non sente la riva sommersa
Il fragile richiamo alla vita
che da parti remote s'innalza
come la nebbia mattutina?

E i boschi,
non restano assorti
a pensare
alla verde sostanza
di cui sono fatti?

La frontiera del giorno
ormai bussa alla porta
di corallo del Sole
che s'apre ondeggiando
che s'apre cedendo
al suo nascosto calore
di viva creatura.

Viaggiatori distratti
che hanno calzato
l'impronta dura del tempo,
seguono adesso come allora
lo stesso antico sentiero.

Non tremano e languono
forse
le foglie
come folto piumaggio
dei rami sospesi?

Un tempo giocavo
ad immergere le mani
nella profondit grassa
di questa terra generosa,
non ero mai ebbra
di tanta rugiada.
Ora,
non sente
questo posto perduto
l'accento cupo e dolente
l'incedere lento
del mio passo lontano

TERRA DEL MEDITERRANEO.

Mediterraneo,
la tua immensa pianura
di acqua
come il corpo della gazzella
inquieta,
che scalpita
e freme
sotto la brace
rovente del sole.

Accender il fuoco
di oscuri ricordi
quando andr via
da te.

Mediterraneo,
confine tra orizzonti,
di ombre notturne
tra gli uliveti
e la bianca calce
di Andalusia,
mta
delle nostre
fughe
finite nel mare.

Riempir calici di acqua salata
quando andr via
da te.

Mediterraneo,
dalle acque morte
del passato
risorgono
ora
fasti di brezze e di odori ,
e cavalieri.
e cavalli Mori
che sembrano usciti
da questa terra di
echi e di fonti.

Porter con me
specchi
che trattengono
I riflessi
della tua luna.
quando andr via da te.

biografia:
Tecla Squillaci


Nata a Catania, Italia,il 6/11/1967, laureata in filosofia teoretica, laureanda in giurisprudenza, dopo alcuni anni di giornalismo a tempo pieno dal 1996 insegnante di lettere.Collabora con diverse pubblicazioni sia online che cartacee di filosofia, diritto e letteratura. Segnalata ed insignita di diversi riconoscimenti e premi in i letterari in Italia ed all'estero.

teclasqu@tin.it

 

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